DIARIO DEI GIORNI SENZA SCUOLA

A lezione…dagli allievi! Dal San Luca il racconto di un modo originale per sfidare l’emergenza e scoprire cose nuove su se stessi e sul mondo circostante

Si può trovare il lato positivo in questa situazione? Si può vedere il bicchiere mezzo pieno?
Non è facile ma è quello che i docenti della nostra sede ENGIM San Luca hanno proposto di fare ai loro ragazzi...con risultati sorprendenti!
E allora abbiamo chiesto a Silvio Dealessandri, tutor formativo di cultura e animatore di sede, di raccontarci l’iniziativa de IL DIARIO DEI GIORNI SENZA SCUOLA, che accompagna i ragazzi dall’inizio dell’emergenza.

D. Come vi è venuta l’idea?
R. Il contesto attuale è molto difficile da affrontare per tutti noi ed in particolare per i nostri allievi.
La "didattica a distanza" permette di continuare il percorso di acquisizione di competenze ma sentivamo l'esigenza di dotarci di uno strumento per accompagnare i nostri allievi dal punto di vista emotivo, qualcosa che fornisse loro l'opportunità di rendere concreti pensieri, propositi e progetti per il futuro, uno strumento di riflessione di fronte a cambiamenti repentini e traumatici, qualcosa dove tracciare per sempre la memoria di questi giorni.

Riteniamo che la situazione attuale vada rilanciata agli allievi come una sfida, un'opportunità di scoprire cose nuove di se stessi e del mondo circostante.
Come collegio dei formatori e direzione ci siamo chiesti come continuare quell'opera di accompagnamento educativo che non si ferma alla mera acquisizione di competenze che è patrimonio storico della formazione professionale e dell'Engim in particolare. Un patrimonio che si attualizza nelle attività di animazione che nel nostro ente hanno dimensione progettuale e organizzativa a livello nazionale, anche grazie al gruppo Green degli animatori di sede di cui faccio parte.

D. In cosa consiste il DIARIO DEI GIORNI SENZA SCUOLA?
R. Il diario è semplicemente... un diario! Dove scrivere ogni giorno le cose che si fanno, le cose che si scoprono di se stessi, dei conviventi, della società in un momento in cui la nostra vita quotidiana è totalmente stravolta, un momento in cui riscopriamo valori e abitudini che apparivano ormai inafferrabili, lontani e astratti: la libertà, la riflessione personale, l'importanza della lettura, gli affetti famigliari, i legami sociali profondi, la protezione sociale e le relazioni personali "off line".

Abbiamo invitato le/gli allieve/i ad esprimersi attraverso la classica narrazione in prima persona tipica del diario, ma anche attraverso l'uso della fantasia, delle intelligenze e dei loro talenti: produzione video, audio, la scrittura di canzoni e racconti, poesie, freestyle rap, musica, disegni ecc...
Gli abbiamo chiesto, inoltre, di concentrarsi sugli aspetti positivi da ricercare nella difficile situazione che stiamo vivendo, sulle riscoperte, sui propositi, sui progetti. Il bicchiere mezzo vuoto della rinuncia a molte libertà personali da confrontare con il bicchiere mezzo pieno della riscoperta e della valorizzazione di ciò che ci manca veramente.

D. Qual è la risposta dei ragazzi?
R. Gli allievi hanno risposto con il loro solito entusiasmo e la loro spontanea partecipazione. Abbiamo già ricevuto video (uno magnifico sulla quotidianità con tanto di effetti speciali e una sorprendente capacità di costruzione del soggetto e della regia, pur trattandosi di un semplice video fatto con il cellulare), riflessioni scritte e canzoni rap.
Ovviamente non è il risultato finale che conta ma molti di questi lavori avranno un valore inestimabile di memoria collettiva, di opportunità di confronto e spero anche di protagonismo dei nostri allievi spesso bistrattati dalla società e persino dai loro coetanei.

Per la Formazione Professionale e per i suoi allievi questa è un'occasione di rilancio e di affermazione. Aggiungo infine che anche l'intensità e la qualità della partecipazione alla didattica a distanza da parte dei nostri allievi, coinvolti in video lezioni per 18 – 20 ore alla settimana, ci sorprende e crediamo sia data dal terribile vuoto emotivo che l'interruzione della frequenza scolastica ha provocato in loro.
Riduciamo la distanza, rilanciamo il futuro. Ne abbiamo bisogno.

 

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