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La didattica ai tempi del coronavirus: esperienze di vicinanza …a distanza!

A quasi un mese dall’esplosione dell’emergenza coronavirus è entrata a pieno regime la didattica a distanza nelle sedi formative di ENGIM Piemonte.

Per quanto riguarda le attività dell’obbligo d’istruzione i responsabili educativi, insieme ai coordinatori dei corsi e ai docenti, sono riusciti a organizzare un calendario fino a 20 ore settimanali in videolezione. 

 “I ragazzi stanno rispondendo benissimo a questa situazione - spiegano i responsabili educativi – ogni giorno a lezione partecipa una buona parte della classe. Inoltre coloro che hanno la connessione si occupano di coloro che non ce l’hanno facendogli avere i materiali: assistiamo a esempi di solidarietà e impegno che ci riempiono di soddisfazione”.

“Questa emergenza – puntualizza Padre Antonio Lucente, Presidente di Fondazione ENGIM – ci ha mostrato come il digitale non sia un qualcosa che indebolisce i legami ma uno strumento che può riallestire il tessuto sociale diventando una vera e propria tecnologia di comunità. Per questo è fondamentale - per il futuro - impegnarsi per eliminare il divario digitale. In questo momento la vera sfida è riuscire a coinvolgere anche le fasce più deboli: dobbiamo riuscire a includere con la tecnologia chi fa più fatica”.

E guardando al futuro l’auspicio non è un semplice “ritorno alla normalità”. “Non dobbiamo – continua Padre Antonio -  tornare da dove siamo partiti ma prepararci a un tempo nuovo e ad un nuovo modello di didattica che sappia mantenere la relazione anche con gli allievi con più difficoltà di frequenza”.

Ma quando finirà quest’emergenza? Quando è previsto il ritorno in aula?

Al momento è molto difficile ipotizzare delle date – spiega Agostino Miranti direttore di ENGIM Piemonte – la situazione è in continua evoluzione. I più ottimisti dicono dopo Pasqua, altri pensano al mese di maggio. Quel che è certo è che tutto il personale ENGIM (dai coordinatori, agli insegnanti dai direttori ai tecnici informatici) si sta impegnando al massimo per garantire la continuità didattica, in accordo con quanto richiesto dalla Regione Piemonte. Non solo, lo sforzo dei nostri docenti va oltre ed è quello di mantenere i legami e la relazione con le famiglie e gli allievi al di là della didattica e per questo va a tutti il mio plauso”.

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