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Un taglio all'indifferenza

Si parla di noi e della nostra iniziativa di solidarietà al Barrito su La Stampa di domenica 15 marzo.

Da quasi tre anni, studentesse e studenti del corso Acconciatura della nostra sede ENGIM San Luca, ogni lunedì si recano all Barrito, la Casa del quartiere di Nizza Millefonti, dove si cimentano nel servizio parrucchiere offerto gratuitamente agli utenti dei bagni pubblici.

Il progetto ha come obiettivi offrire serenità, empatia, dignità e cura della persona a un’utenza in difficoltà, formare i ragazzi a livello tecnico/pratico, ma anche dare loro la possibilità di relazionarsi con una clientela spesso ignorata, affinché interagiscano con persone e situazioni al di fuori del loro contesto, riscoprendo così i valori di solidarietà, accoglienza e inclusione. 

Se vi siete persi il bell'articolo di Filippo Femia, uscito su La Stampa di domenica 15 marzo, ecco a voi il testo. 

Un taglio all'inidifferenza

 Al Barrito barba e capelli gratis per i senzatetto. Gli studenti di Engim svolgono l’apprendistato. “Così le persone fragili si sentono meno invisibili”

«Qui mi sento un essere umano. E durante il giorno non mi accade spesso».

Riccardo (nome di fantasia) si guarda allo specchio, ringrazia per il nuovo look e sorride. Ha appena finito il taglio di capelli e la rifinitura della barba. Un gesto quasi quotidiano che per questo 58enne, ex guardia giurata rimasto senza nulla dopo esser sprofondato nel baratro della droga, ha il calore di

un abbraccio. «Qui sembra di essere davvero dal parrucchiere. Non è come quando mi metto in fila alla mensa della Caritas: lì mi sento un morto di fame», sottolinea con un filo di voce.

«Qui» è il Barrito, la Casa del quartiere di Nizza Millefonti, dove ogni lunedì mattina viene offerto gratuitamente il taglio di capelli a uomini e donne senza dimora o in fragilità abitativa.

Un servizio che vede il coinvolgimento del centro di formazione professionale Engim San Luca e dei suoi studenti. Davanti allo specchio si siedono persone che la città incrocia, senza guardare, tutti i giorni. L’ambiente è accogliente, l’atmosfera quasi familiare.

Francesco Sanna è il docente di acconciatura che guida gli apprendisti parrucchieri, spiegando i fondamentali del mestiere e l’importanza del fattore relazionale:

«Un semplice taglio di capelli restituisce dignità a queste persone. Ma spesso vengono qui per sentirsi meno invisibili, hanno bisogno di qualcuno che le ascolti senza giudicare», spiega. Per i giovani parrucchieri è una palestra umana prima ancora che professionale. Imparano tecniche, certo, ma anche l’importanza dell’ascolto. Tagliare i capelli e la barba significa entrare per alcuni minuti nella storia dell’altro.

Lo ha capito bene Gabriele Lamberti, 17 anni, che ha debuttato con il suo primo taglio in autonomia: «Ma era una semplice rasatura con la macchinetta, è stato facile», sorride. Durante il mese di apprendistato al Barrito ha ascoltato l’inferno che alcune persone si portano dentro: «Con noi si confidano e le loro storie possono trasformarsi in lezioni su quali strade evitare. È bello vedere che riesci a rallegrare la loro giornata con un semplice taglio di capelli».

Anche Cecilia Malandrin, 16 anni, sottolinea il lato umano dell’esperienza: «Facciamo sentire le persone bisognose come normali: appena si siedono ogni differenza si annulla. Siamo fortunati: invece che stare sui banchi di scuola, possiamo renderci utili per qualcun altro».

È il turno di Anna, ucraina di poche parole, arrivata quattro anni fa a Torino dopo l’inizio della guerra: «Ho tanti problemi di salute, passo molto tempo in ospedale», racconta. Dopo aver indossato la mantellina usa e getta indica il taglio desiderato. Le forbici iniziano a fare il loro lavoro, mentre uno degli studenti aggiorna la lista d’attesa con una biro. «José, James, Adil, Massimiliano, Salma»: nomi che tracciano una mappa dove le fragilità sono globali e trasversali.

«Qui vengono anche anziani del quartiere», dice Luca Salomone, direttore del Barrito.

Tra poche settimane il servizio di barba e capelli gratis compirà tre anni:

Quasi 160 lunedì per un totale di oltre 1.400 tagli. Un gesto di cura che, settimana dopo settimana, è diventando un piccolo rito di comunità.

«Un’esperienza così strutturata e longeva non ha eguali in Italia –aggiunge Salomone –. Nel periodo estivo, quando si interrompe la scuola, vengono selezionati alcuni studenti che sono pagati per far proseguire il servizio gratis».

Davanti allo specchio si siede Antonio, anni 74, uno sfratto alla spalle e un patrimonio speso in casinò e altri vizi. «Se non venissi qui a tagliare i capelli, non saprei come fare. I ragazzi sono davvero in gamba», sorride. Alle 13,30 terminano i tagli.

Come ogni lunedì, il Barrito è diventato un piccolo laboratorio di solidarietà. Niente insegne luminose né prenotazioni online: solo una sedia, uno specchio, forbici e macchinette per i capelli. Forse è proprio questo il taglio più importante che si fa qui: quello all’indifferenza. 

Ogni lunedì la Casa del Quartiere di Nizza Millefonti diventa laboratorio di solidarietà In tre anni realizzati oltre 1.400 tagli

Il fattore relazionale è fondamentale. Il docente di acconciatura “Molti vengono qui perché cercano soltanto ascolto”

Filippo Femia - La Stampa di domenica 15 marzo - CRONACA DI TORINO

 

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Innovare la formazione

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